giovedì 21 maggio 2015

Expo Milano 2015

Dopo la bellezza di 3 anni e 5 mesi dalla nascita della nostra Tatina e 2 anni ed 1 mese dalla nascita del nostro Cocchino ci siamo regalati un weekend pazzo senza di loro, in cui abbiamo fatto i nababbi.

Così abbiamo potuto vedere Expo 2015 a Milano.
Ed eccovi la mia modesta recensione della fiera.
Sicuramente la metropolitana di Milano non è come quella di Roma dove esistono 3 linee in tutto e funzionano anche male.
A Milano con la metropolitana si raggiungono posti lontanissimi come Expo che si trova a Rho in pochi minuti...
La prima cosa che abbiamo fatto arrivati a Milano, è stato il biglietto della metro formula week end che durava 48 ore ma che non comprendeva la linea per Expo, che si pagava a parte 2,5 euro.
Però prima di tutto non c'era nessun controllo nelle due fermate che separavano la linea urbana da quella extra urbana, inoltre solo pochi sanno che non c è bisogno di comprare il biglietto da 2,5 euro, ma basta comprare alla fermata mulino dorino il biglietto extra urbano da 1,6 euro!
Premesso il discorso metropolitana, per andare ad Expo o andate con la macchina o prendete la metro rossa direzione Expo.
Da lì c'è un discorso percorso a piedi che passa per la biglietteria, e per una casetta blu che ospita il centro informazioni dove potete richiedere la mappa del sito.
In seguito arriverete ai tornelli dove sarete perquisiti più che in aeroporto, il che vuol dire che dovrete fare la fila...
Passati i tornelli c'è un' altro percorso lungo fatto di scale (mobili solo in salita) e un ponte.
Alla fine sarete riusciti ad arrivare al padiglione zero e qui cominceranno le vostre file.
Noi l'abbiamo saltato quindi con esattezza non vi posso raccontare cosa ci sia dentro, mi hanno raccontato del percorso dell'evoluzione dell'uomo.
Passato quello, vi troverete davanti uno spettacolo meraviglioso, tutti i paesi che hanno partecipato, espongono in un padiglione.
Ogni padiglione affaccia sulla via principale che è lunghissima, a metà strada c'è l'italia.
Per la gestione e costruzione dei padiglioni un anno fa ci furono una serie di arresti in Italia per corruzione da cui sono nati rallentamenti nelle costruzioni.
Alla data di oggi alcuni padiglioni non sono ancora pronti, come Cuba ed il padiglione dei gadget.
Inoltre la costruzione di ogni singolo padiglione è affidata ai singoli paesi, tranne che per i paesi che per mancanza di fondi non potevano costruire il padiglione, che sono stati accorpati in Cluster, delle zone divise per aree tematiche: Spezie, Caffè, Riso, Cioccolata, in piccoli locali dove potevano esporre e/o cucinare.
I padiglioni sono talmente tanti che non ce la farete mai a visitarli tutti in un giorno.
Esiste la possibilità di un biglietto ridotto serale con apertura cancelli alla 19.
L'expo chiude alla 23 ma l'interno dei padiglioni alle 21, fino a chiusura del sito restano aperti i ristoranti.
Se proprio volete fare il biglietto per un solo giorno, almeno tornateci la sera del giorno dopo.
Al fatto che i padiglioni sono davvero tanti si aggiunge che ci sono delle file lunghissime per i più belli, anche di 2 ore quindi si consiglia di prenotarli come la Svizzera, oppure di fare la fila da subito, oppure di saltarli.
Noi abbiamo saltato per fila: Zero, Italia, Arabia saudita, Australia, Giappone, Germania.
Sicuramente i migliori.
L'interno dei padiglioni mi ha delusa perchè non rispecchiavano la bellezza esteriore.
Alcuni proprio non li ho capiti, altri facevano solo pubblicità turistica al proprio paese, altri invece, rispecchiavano il tema ed avevano tecnologie e proposte avanzate.


Questo che vedete è il padiglione brasile, costituito unicamente di un grande tappeto elastico, divertente ma con poco senso, poi è uno di quelli che non ho visto perchè eravamo stanti e doloranti, ci mancava solo il tappeto elastico.


Questo è l'interno del padiglione Corea, che ho trovato molto bello sia all'interno che all'esterno, e soprattutto a tema. 




Nella sala grande insieme a questa scultura con una proiezione di un bambino che sembra seguirti, dalle sembianze simili a Smigol, c'è un enorme vaso Onggi, tipico oggetto quotidiano del paese utilizzato per la fermentazione.

Il padiglione Tailandia, circondato da coltivazioni di riso di 1,2,3 mesi di cui forse a fine periodo si potrà fare racccolto, ospita tre grandi sale di proiezione che parlano delle abitudini alimentari del paese, e della promozione all'agricoltura sponsorizzata dal re, tutti con diversi effetti ottici, e 4D.















Il padiglione Cina ha un percorso esterno di fiori ed un aspetto esteriore a capanna, rustica, l'interno a parte una zona di esposizione di manufatti ed oggettistica antica, ha una zona moderna chiamata onde di grao che rappresenta un grande campo di grano su cui vengono trasmesse immagini.













Il Padiglione Francia era molto semplice ma particolare, al suo interno, a settori, nel soffitto erano appese padelle, bottiglie,grano, ed altra oggettistica, quasi a voler dimostrare,tema che secondo me ricorre, che siamo sempre di più come popolazione e necessitiamo di spazi.


Qui vedete l'albero della vita della zona Italia, in parte finita, con stand regionali, più che altro ristoranti.
Il più carino è quello del trentino.


Il padiglione Israele, era ricoperto esternamente di coltivazioni in verticale, ed a parte la scenetta tragicomica iniziale, mi sembrava più una pubblicità che un'esposizione.
La cosa che ricordo ci hanno ripetuto moltissime volte è che è stato il paese inventore dell'irrigazione a goccia.

Il padiglione Turchia molto semplice, tutto all'esterno, esposizione di spezie, bar con dimostrazioni ed assaggi tipici di caffè e baklava.



Questo l'interno del padiglione Polonia che non abbiamo visto.


Il padiglione Oman era incentrato sul sistema di irrigazione nelle zone più aride
 del paese, nonchè molto caratteristico all'esterno.



Il padiglione Russia presentava un imponente braccio ad elle con uno specchio,che si espande per diversi metri in altezza e lunghezza.
Al suo interno dimostrazioni ed assaggi di cibo e vodka.



Il padiglione Marocco, con un giardino di spezie e piante aromatiche, e l'aspetto di una città fortificata, con dentro un vaso di paglia, all'interno invece percorsi sensoriali e tattili.










Il padiglione Iran ha una forma di tenda aperta , con coltivazioni di fiori, erbe aromatiche, e coltivazioni in verticale all'esterno.





Il nostro pranzo, abbiamo scelto lo street food americano con panino all'aragosta tipico della regione del Main in America, non vi dico che siamo venuti qui per quello ma..anche.


A seguire padiglione America, molto tecnologico, con giochi d'acqua fuori, tavoli e video interattivi all'interno, anche con ambientazione stile pentagono.





Il padiglione Messico, quello che ci ha deluso di più, giochetto scemo all'entrata che creava parecchia fila, all'interno abbastanza vuoto, l'unica cosa che c'era era un filmato turistico.



La fontana era particolare.

Qui siamo all'uscita del padiglione Spagna sotto una tettoia di fragole.
Il padiglione era incentrato su proiezioni e colori e giochi interattivi.











Il padiglione Ungheria è tra quelli poco chiari, l'aspetto è di una grande botte, all'interno c'era un concerto con strumenti tipici, ed un pianoforte molto particolare e tecnologico, sinceramente non ho capito il nesso tra la musica ed il cibo.. intrattenimento?


Ecco un altro padiglione bello ma poco chiaro, e soprattutto non ho ben capito quale fosse il collegamento con il cibo...
Il padiglione Inghilterra: prima di entrare facevano fare un biglietto di ingresso con orario prenotabile, insomma facciamo la fila per il biglietto, stampiamo prenotiamo per le 13 (erano le 12) arriva l'addetto e chi fa: <comunque potete entrare anche ora> ahhhh e che me l'hai fatto fare a fa il biglietto e la fila?????
Insomma entriamo nel percorso, la visita incentrata sulle api e si ispira al movimento di un'ape che ronza per i prati, e per l'alveare.
Il padiglione è un grande alveare, molto d'effetto, tutto tecnologico con giochi di trasparenze, ed effetti.








Il padiglione Azerbaigian, struttura in legno e vetro-metallo, con una sfera al centro, al suo interno c'era un albero.
Il percorso si snoda in tre livelli, circondato da istallazioni tecnologiche a forma di tulipani che se mossi, si accendevano, inoltre lungo il percorso venivano mostrate le risorse alimentari del paese, anche sotto forma di coltivazioni.








Non tutti i paesi hanno costruito il loro padiglione, qui infatti vedete uno di quei paesi, magari più poveri, che avevano allestito il loro spazio espositivo con foto, prodotti e piccoli ristoranti.




Il padiglione Vietnam ospitava uno spettacolo con strumenti musicali originali e tipici, molto emozionante, il padiglione all'esterno era a forma di fiore di loto ed in bambù, l' interno era abbastanza spoglio.




























Il Padiglione Belgio al suo interno mostrava metodi di coltivazione alternativa, e lavorazione del cioccolato, regalava i biscotti speculoos tipici del paese, di cui trovate ricetta sul blog. E' stato uno dei primi padiglioni che abbiamo visitato però una bella birretta fredda alle 11.00 di mattina ce la siamo proprio goduta, poi faceva caldo e si stava bene.






Infine vorrei spendere due parole sui prodotti in vendita.
Gadgets dell'Expo non ce ne erano, ancora non hanno costruito il padiglione, esiste un negozietto allestito al centro di Milano con qualche gadget ma pochissime cose ed anche abbastanza deludenti.
Quelli all'interno dei padiglioni, per lo più spezie, sale e riso, (il padiglione Tailandia vendeva anche prodotti congelati, da scadare) avevano dei prezzi assurdi, nel padiglione Marocco, 30 gr di sale in grani, 8 euro...
E per andare via io senza comprare nulla....

Se volete andare a vedere Expo, e ritengo sia un'esperienza da fare, andate durante la settimana, dividete la visita in due giorni ed una sera, prenotate subito i padiglioni con il numeretto (svizzera, inghilterra), vestitevi comodi, soprattutto le scarpe!








martedì 12 maggio 2015

focaccia da riempimento tipo quella del bar

Questa focaccia mi ricorda gli stabilimenti balneari, quando in estate si andava con gli amici al mare dalla mattina alla sera poi per pranzo ci si fermava al bar della spiaggia a pranzo.
La focaccia si presenta morbida dentro e leggermente croccante fuori, è molto leggera e dal sapore delicato.

ingredienti per 2 focacce diametro 30 cm:
500 gr farina mix La Leggera mulino dalla giovanna
275 gr acqua fredda
25 gr olio
10 gr sale
3 gr lievito secco

oppure

420 gr farina
120 gr pasta madre solida
235 gr acqua fredda
25 gr olio
10 gr sale

in alternativa senza la farina mix La Leggera:

500 gr farina 00 w 260
275 gr latte freddo
1 cucchiaino di limone
1 gr di lectina di soia sciolto in un po di latte per 1 ora
25 gr olio
10 gr sale
3 gr lievito secco

salamoia:
30 gr acqua
30 gr olio
4 sale (io affumicato)

Preparazione:
Mescolare l'acqua con il lievito quindi aggiungere la farina e mescolare a bassa velocità per circa 5 minuti, quindi aggiungere il sale ed in più fasi l'olio portando a velocità 2 per circa altri 5 minuti.
Chiudere la preparazione ad una temperatura al di sotto dei 27 gradi.
L'impasto sarà abbastanza sodo.
Lasciare riposare per 30 minuti (90 con pm).
tagliare in due  e poggiare su due teglie tonde di alluminio e lasciare riposare 10 minuti (30 con pm).
Stendere sulle teglie.
Lasciare lievitare al raddoppio 90 minuti (4 ore con pm) a 28-30 gradi con olio spennellato sopra, coperto da pellicola.
Quindi con le dita fare pressione più volte.
cospargere con la salamoia, cuocere forno statico, sul fondo del forno a 230 gradi per 15 minuti.










Se vi è piaciuta questa ricetta venitemi a trovare nel mio gruppo vi aspetto e ricordatevi di lasciare un mi piace sulla mia pagina
se non sapete dove nè come acquistare ottime materie prime, che potrebbero esservi utili per questo dolce guardate un po qui!


Focaccia di Recco

La focaccia di Recco è una tipica preparazione ligure senza lievito, semplice semplice,  acqua farina e sale, una sfoglia sottile e croccante con una sorpresa dentro.
L'avevo vista nel sito viva la focaccia e fatta ma non mi aveva entusiasmato era venuta troppo dura, poi ne ho provata un altra ed era troppo gommosa, probabilmente sbagliavo forno perchè fatta con il fornetto ferrari è favolosa.
Nel frattempo per cercare una ricetta che piacesse mi sono vista tutte le foto e la storia della focaccia, voi non fatelo se non a stomaco pieno....
Pare ci sia anche una sagra...
La ricetta è quella della mia amica Stefania Russo, e la trovate qui, provata la sua, non la mollo più.


Ingredienti per 2 pizze tonde (più o meno):
  • 250 g di farina manitoba
  • 25 g di olio evo (più altro oliare la teglia se la fate in forno tradizionale e spennellare la focaccia)
  • 100 g di acqua
  • sale
  • 500 g di stracchino
Impastare tutti insieme gli ingredienti, fino ad ottenere un panetto liscio ed elastico, bello sodo. Quindi far riposare il panetto coperto con pellicola per 30 minuti a temperatura ambiente.
Stendere fino a formare una sfoglia sottilissima riempire con 7/8 cucchiaiate senza spalmare in più parti metà della focaccia, ripiegare a libro e chiudere ai lati.
ora con dei pizzichi strappare creando tante aperture per far fuoriuscire il vapore in cottura.
Spennellare con olio e infornare alla massima temperatura per pochi minuti, nel fornetto ferrari 4-5 minuti.
se utilizzate il forno tradizionale oliare la teglia, e cuocere alla massima temperatura sulla parte bassa del forno circa 10 minuti.
Servire ben calda con il formaggio colante.











martedì 5 maggio 2015

grancereale al cacao

Sono sempre stata molto ghiotta dei biscotti grancereale ne mangerei tutto il pacco, ma tutti di seguito...il segreto è mangiarne uno ogni 10 minuti perchè così il mio stomaco comincia ad assimilarli e mi invia un messaggio di sazietà dopo circa 4 biscotti....altrimenti davvero rischio di finire il pacco!
Sono inoltre un ottima fonte per il riciclo perchè in questa ricetta possiamo mettere tutta la crusca che vogliamo scartare dalla farina integrale per il pane.

ingredienti per circa 50 biscotti

160 gr di vallè burro vegetale a temperatura ambiente o normale burro a temperatura ambiente.
200 gr zucchero di canna (bianco)
130 gr farina integrale petra 9 o altra farina con molta crusca
150 gr crusca di avena (o altra crisca anche quella che non utilizzate per il pane)
20 gr cacao amaro in polvere
1 pizzico di sale
1 gr di bicarbonato

Procedimento:

Montare con una frusta (o in cutter-bimby) il burro vegetale con lo zucchero, aggiungere tutti gli altri ingredienti e mescolare.
Verrà un specie di composto grumoso
riporre in frigorifero almeno un'ora.
Preparare intanto le teglie con la carta da forno e un coppapasta della grandezza desiderata il mio aveva circa 7 cm di diametro
Porzionare un cucchiaio abbondante di composto direttamente nel coppapasta e con le mani schiacciare dando forma, quindi estrarre l'anello e continuare fino ad esaurimento.
Infornare a 185 gradi forno ventilato per 15 minuti.





 (dietro le quinte)



domenica 3 maggio 2015

caprese al limone all'olio senza glutine

Era da un po che volevo provare la caprese al limone, questa mattina mi sono studiata un po di ricette, mi ha colpito molto quella di Salvatore De Riso, ma avevo trovato una ricetta che non mi convinceva, non volevo una torta compatta e dura ma una torta soffice ed umida quindi prima ho chiesto ad un'amica che mi ha consigliato la sua ricetta preferita però non avendo 3 limoni a disposizione alla fine ho optato per questa che è tratta dal libro di Salvatore De Riso, Dolci del Sole.
La torta in questione è piaciuta moltissimo è una torta che rimane umida ma che risulta molto soffice.esattamente come volevo.
Il sapore poi è un misto tra cioccolata mandorle e limone.








Ingredienti:
100 g di olio evo
120 g di zucchero da frullare per far diventare a velo oppure zucchero a velo
200 g di farina di mandorle
180 g di cioccolato bianco
30 g di scorzette di cedro candite (limone)
1 baccello di vaniglia
un limone biologico
240 g di uova intere (n.5)
60 g di zucchero
50 g di fecola di patate
5 g di lievito istantaneo per dolci
Procedimento:

Frullare lo zucchero e la bacca di vaniglia vaniglia, le scorze di cedro candite, in un mixer alla massima velocità per 40 secondi o finchè non diventi tutto una polvere. Frullare la farina di mandorle con lo zucchero precedentemente frullato. Mettere da parte quindi frullare o grattugiare il cioccolato bianco. In una ciotola capiente o nella planetaria, montare, le uova con lo zucchero fino a triplicarne il volume, se le uova sono fredde di frigorifero montare pe almeno 20 minuti a velocità media 4-5. A parte incorporare al mix tritato di mandorle canditi e zucchero a velo il cioccolato bianco grattugiato o tritato, la scorza grattugiata del limone e la fecola di patate con il lievito setacciati. Miscelare tutti gli ingredienti, aggiungere l’ olio di oliva e infine le uova montate. Amalgamare bene il tutto con una spatola senza preoccuparsi se le uova tendono a smontarsi. Versare il composto in una tortiera da 22 cm imburrata e infarinata con la fecola di patate. Infornare a 200° (forno già caldo) per i primi 5 minuti e poi lasciare cuocere per altri 45 minuti a 160°. A cottura ultimata, lasciare raffreddare il dolce nella tortiera e sfornarlo quando sarà tiepido. Lasciarlo riposare qualche ora prima di servirlo spolverizzato di zucchero a velo.





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sabato 2 maggio 2015

cookies vegani senza glutine con quinoa

Ho fatto questi biscotti con la consapevolezza che la farina di quinoa non avrei mai potuto provarla senza ospiti a cui regalare il prodotto finito dopo perchè se poco poco avete cominciato a conoscere mio marito sapete anche che dopo aver assaggiato il primo biscotto a tradimento ed aver detto buono, sapevo che non li avrebbe più toccati... anzi dopo aver saputo che erano fatti con una farina "particolare" mi fa....<però non mi piacciono!> e quindi con molto piacere li ho regalati a chi li avrebbe apprezzati di più!
La quinoa non è un vero e proprio cereale perché non appartiene alla famiglia delle graminacee, bensì chenopodiacee, piante erbacee arbustive, della stessa famiglia sono per esempio la barbabietola, gli spinaci e la bieta. E’ ricca di fibre, Sali minerali e proteine vegetali.

Ingredienti:
75 gr di olio evo
3 gr di lectina di soia
95 gr di acqua
112 gr di zucchero di canna
110 gr di zucchero a velo
7 gr di lievito chimico
200 gr di farina di quinoa
10 gr di fecola di patate
100 gr di gocce di cioccolato fondente (freddo di freezer)
i semi di una bacca di vaniglia

Procedimento

Mettere a bagno nell'acqua la lectina di soia per almeno un'ora.
Emulsionare con un mixer l'acqua e la lectina, quindi sempre emulsionando aggiungere a filo l'olio.
Mettere il composto ottenuto in una planetaria con la foglia e mescolare a velocità bassa aggiungendo gli zuccheri, quindi portare a velocità media.
Aggiungere la farina, setacciata con la fecola di patate, ed il lievito.
Aggiungere i semi di vaniglia, e le gocce di cioccolato.
Con una tasca da pasticcere, dosare l'impasto formando delle noci di impasto grandi quanto un'albicocca, in forno tenderanno ad abbassarsi ed allargarsi.
Cuocere a 200 gradi per 10 minuti in forno ventilato.

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